Gaynet Roma partecipa a “Diritti in transito” con la mostra “Quando lo stato uccide”

Sabato 30 settembre e domenica 1° ottobre 2017 il circolo Gaynet Roma esporrà al pubblico la mostra Quando lo Stato uccide – Dalla penalizzazione dell’omosessualità in Europa alle migrazioni odierne della quale anticipiamo il tabellone introduttivo.

La mostra ripercorre la storia della penalizzazione dell’omosessualità in Europa – dal 1800 al Nazismo, fino alla successiva depenalizzazione – e nel resto del mondo, dove l’omosessualità è ancora punita col carcere e la morte.

Si vuole porre particolare attenzione all’attualità delle persone migranti che richiedono asilo per discriminazioni in base all’orientamento sessuale e all’identità di genere e anche all’uso razzista di mettere in cattiva luce i paesi “stranieri” in base alle loro leggi punitive.

La mostra vuole restituire un punto di vista più inclusivo dove la denuncia delle persecuzioni cada sui governi e non sui popoli.

La mostra Quando lo Stato uccide di Gaynet Roma sarà visitabile dalle ore 11:00 alle ore 19:00 di sabato e domenica, all’interno della seconda edizione della manifestazione Diritti in transito, organizzata dal Municipio II nei locali dell’ex Dogana in via dello Scalo di San Lorenzo 10, a Roma.

Invitiamo tutta la cittadinanza ad assistere alla mostra e a partecipare alla manifestazione, auspicando che le recenti conquiste in termini di diritti civili non ci portino a dimenticare il recentissimo passato dell’Europa né a ignorare le persecuzioni che le persone Lgbti stanno subendo tuttora in molti luoghi del pianeta.

Gaynet Roma, rinnovo delle cariche sociali: Tito Gaudio nuovo presidente

“Sabato 2 settembre 2017 l’assemblea dei soci e delle socie di Gaynet Roma ha votato per il rinnovo delle cariche sociali e ha stabilito le attività della nuova stagione”.

Così in una nota il circolo romano Gaynet Roma.

“Alla carica di presidente è stato eletto all’unanimità Tito Gaudio, detto Titty, socio e attivista del circolo da oltre 3 anni.

24enne, nato e residente ai Castelli Romani, dove svolge attività politica, Gaudio è dichiaratamente transgender e asessuale; ha fatto coming out a 15 anni e da allora è attivista per i diritti umani e civili.

Il presidente uscente, Rosario Coco, tra i soci fondatori del circolo, ringraziato dall’Assemblea per il lavoro svolto, rimane nel Direttivo con la carica di tesoriere, mentre Alessandro Paesano, anche lui socio fondatore, è stato confermato come vicepresidente. Del Direttivo uscente non si è ricandidato Valerio Mezzolani, attuale segretario nazionale di Gaynet e anche lui socio fondatore del circolo.

Principale obiettivo della nuova dirigenza – prosegue la nota – è quello di dedicarsi in maniera prioritaria sulla vocazione culturale del circolo, nato come circolo romano di Gaynet, associazione nazionale di comunicazione e cultura Lgbti fondata nel 1998 da Franco Grillini, che ne è l’attuale presidente.

Saranno potenziate le attività legate alla formazione, il lavoro sul linguaggio legato all’identità di genere e agli orientamenti sessuali, la collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti a supporto di Gaynet nazionale.

Rimane invariata l’affiliazione del circolo ad Anddos – Associazione Nazionale Contro le Discriminazioni da Orientamento Sessuale, con la quale Gaynet Roma condivide la lotta al clima generale di sessuofobia che caratterizza il Paese e l’urgente bisogno di nuove politiche di prevenzione e sostegno alla sessualità consapevole, un tema dai molteplici risvolti culturali che riguarda non solo le persone Lgbti ma l’intera cittadinanza.

Al fine di migliorare la comunicazione e la sinergia tra i due differenti soggetti, l’associazione, precedentemente conosciuta come Anddos-Gaynet Roma, è tornata alla denominazione ufficiale di Gaynet Roma.

Primo appuntamento di questo nuovo corso – ha ricordato nella nota il presidente Gaudio – è l’iniziativa Diritti in transito, promossa dal Municipio II, che si terrà all’Ex-Dogana di San Lorenzo il 30 settembre e 1 ottobre 2017, nella quale Gaynet Roma inaugurerà la mostra itinerante sulla criminalizzazione dell’omosessualità nel mondo”.

Il fascismo colpisce ancora.

Il circolo Anddos-Gaynet-Roma esprime profondo sconcerto per l’aggressione ai danni di uno studente 18enne del liceo Cavour di Roma per mano di un gruppo di fascisti che, infastidite dalla t-shirt del Cinema America che indossava, lo hanno colpito con un tubo di metallo al suono di “comunista” e “zecca”.

La violenza fascista è un problema ancora attuale, anche se c’è chi vorrebbe presentare l’antifascismo come questione “datata”.
Il fascismo colpisce l’intera cittadinanza, non solamente la comunità LGBT e le minoranze etnico-religiose: basta non essere conformi a una determinata visione del Mondo, a un pensiero unico, per diventare potenziali vittime.

Il fascismo avvelena anche la gestione della “cosa pubblica” nel modo di trattare le persone, per esempio (se non soprattutto) quelle detenute nelle nostre carceri.
Lo stato di sovraffollamento, la scarsità di personale poliziesco e medico, la tendenza a trascurare le esigenze personali delle persone detenute tradiscono il mancato rispetto dei diritti fondamentali dell’essere umano che si fa più eclatante con le persone considerate diverse, come nel caso delle persone trans o delle persone migranti.
Tutti sintomi di una visione fascista che applica una divisione surrettizia tra persone “buone” e persone “cattive” dove le seconde perdono ogni dignità umana.

Il risultato sono i suicidi nelle prigioni italiane, come quello di Marco Prato nel carcere di Velletri, l’assassino reo confesso di Luca Varani, vittima di una campagna mediatica disumanizzante e lesiva della sua dignità di essere umano, le cui necessità di sorveglianza sono state disattese. Eppure la stessa fidanzata di Luca in un post si è definita scioccata della sua morte, perché “una vita è una vita”.
Così mentre la procura apre una inchiesta per istigazione al suicidio con la morte di Prato salgono a 2663 le persone detenute morte nelle nostre carceri per suicidio, cure mediche inadeguate, cause sconosciute e overdose.

Siamo dell’avviso che chi commette omicidio debba scontare la sua pena, però in tempi veloci e certi e non ‘lasciati’ a suicidarsi in carceri troppo piene di delinquenti comuni e vuote – ad esempio – di evasori fiscali.
Noi di Anddos-Gaynet Roma siamo stanchi e stanche di uno Stato che disattende la gestione democratica della vita pubblica e si attesta a una gestione della cosa pubblica fascista alla quale ci opponiamo con tutto il nostro antifascismo, democratico e repubblicano.

Anddos-Gaynet Roma

Facebook censura Alda Merini, 30 giorni di blocco per chi pubblica il seno nudo della poetessa 

In data odierna è stato bloccato per 30 giorni l’account facebook di Rosario Coco, presidente di Anddos-Gaynet Roma, ‘reo’ di aver pubblicato come immagine di copertina un nudo artistico di Alda Merini (in foto).  Le immagini dell’artista erano già state rimosse diverse volte, come testimoniato dagli screen pubblicati da alcuni utenti negli ultimi giorni.
Perché censurare un personaggio come Alda Merini  tra i pilastri della nostra letteratura del ‘900? I suoi nudi fotografici costituiscono un messaggio fondamentale in termini di critica ai canoni di bellezza femminile ed emancipazione della donna. ‘E l’imperfezione che fa scandalo’ diceva Alda, che denunciava anche di essere stata  ‘spogliata come una cosa’ in manicomio.
Si tratta dell’ultimo di una lunga serie di episodi in cui il popolare social network non riesce a distinguere il nudo artistico dalla pornografia. Ben consapevoli del fatto che Facebook abbia tutto il diritto di stabilire le proprie regole, è proprio ai suoi principi fondamentali che ci appelliamo:
Siamo sicuri che il nudo di Alda Merini sia un ostacolo a un ‘modo più aperto e connesso’? Gli standard di Facebook fanno riferimento a particolari sensibilità dovute a culture ed età: dovremmo allora censurare anche le donne in bikini?
Il limite alla libertà culturale deve sempre avere a riferimento la concretezza dei diritti individuali: nessuna persona può essere costretta a spogliarsi o a mettersi nuda, anche se indossa un burqa: tuttavia, al contempo, non può essere censurato chi si spoglia per ragioni artistiche e usa il corpo per esprimere dei valori, tantomeno se viene fatta una distinzione tra nudo maschile e femminile. 
Questa è una discriminazione, oltre che una repressione della cultura e dell’arte. Saprà Facebook cogliere questa sfida? Ce lo auguriamo tutti e tutte.

Il sesso è cultura – giovedì 8 giugno alla Gay Croisette del Roma Pride

In occasione del Roma Pride 2017, Anddos-Gaynet Roma propone il dibattito “Il sesso è cultura”.

Non parleremo di cultura non nel senso di sapere quando è nato Dante, ma cultura come visione del mondo, idea della società e delle relazioni tra le persone.

Tutti elementi che si intrecciano, si sviluppano e si esprimono profondamente anche attraverso il nostro modo di vivere la sessualità.

Che significa ancora oggi liberazione sessuale? che significato hanno i luoghi in cui si può fare sesso?

Quali responsabilità esistono, nel 2017, nella prevenzione delle Infezioni Sessualmente Trasmesse?

A queste e ad altre domande risponderanno Martina Carpani, Resp. nazionale della Rete della Conoscenza, realtà nazionale che riunisce il mondo dell’università e la ricerca

Valerio Mezzolani, Segretario nazionale di Gaynet, associazione che si occupa di formazione in collaborazione con l’ordine dei giornalisti, Rosario Coco, Presidente del circolo Anddos-Gaynet Roma, coautore nel 2014 de “Lo Stylebook di Gaynet” insieme ad Alessandro Paesano, Stefano D’Agnese, Resp. associazione Skyline. Conduce Alessandro Paesano, giornalista e militante.

L’iniziativa avrà luogo nell’ambito della Gay Croisette, la dieci giorni di eventi, cultura e spettacolo promossa dal coordinamento Roma Pride nella Gay street di Roma, in via San Giovanni in Laterano, giovedì 8 giugno alle ore 20:00.